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26
Ott
10

Wall Street – Il denaro non dorme mai. Gordon Gekko è tornato

Voto: 6 (su 10)

“Il denaro è una puttana che non dorme mai. È gelosa. E se non la ricopri di attenzioni un giorno ti svegli e non la trovi più”. Perle di saggezza firmate Gordon Gekko, alias Michael Douglas, nel seguito di Wall Street di Oliver Stone, Wall Street – Il denaro non dorme mai. Gordon Gekko è tornato, dopo parecchi anni di galera (nella prima scena gli restituiscono il suo cellulare, che è uno di quei mattoni enormi con antenna che si vedevano nei primi anni Novanta), e, ormai fuori dal giro dei broker di Wall Street, scrive un libro, e gira per New York (in metropolitana) per presentarlo, tra librerie e università. Alla presentazione all’università c’è un giovane, Jake Moore (Shia LaBeouf), che fa il broker a Wall Street. Ed è anche il fidanzato di sua figlia Winnie (Carey Mulligan). Crede nella green economy, ma è anche affascinato da Gekko, e comincia a frequentarlo di nascosto da lei. Nel frattempo arriva la crisi, le banche crollano e, tra un colpo di scena e un altro, Jake si trova a lavorare ad un affare proprio con Gekko.

“Siete nella cacca fino alle orecchie. Siete la generazione dei tre niente. Niente lavoro, niente reddito, niente risorse” arringa la folla Gekko all’università. E con lui Oliver Stone viaggia dentro la crisi, come faceva nel 1987 durante l’altra crisi di Wall Street. Gekko è invecchiato, e Douglas con lui: Stone fa come Truffaut con il suo Antoine Doinel, invecchiato sullo schermo insieme al suo attore Jean-Pierre Léaud. Il suo secondo Wall Street scorre veloce e gradevole, grazie a una regia in cui il racconto è montato al ritmo del passaggio della metro di Manhattan, e le immagini scorrono contrappuntate da quelle delle schermate con le cifre del denaro. Come a dire: qualsiasi cosa facciamo, abbiamo quelle cifre continuamente davanti agli occhi, come un abbaglio.

Gekko è tornato, dunque. Ma nel sequel di Wall Street accade un transfert simile a quello che accadeva in Terminator 2. Come Schwarzenegger lasciava il ruolo di cattivo a qualcuno ancora più cattivo di lui, Robert Patrick, così il Gekko di Douglas lascia l’incombenza al vero villain del film, lo squalo di Wall Street, Bretton James, interpretato da Josh Brolin (che evidentemente Oliver Stone vede proprio cattivo, gli aveva già fatto fare George W. Bush). Qui Gekko non diventa proprio un paladino come il Terminator di Schwarzy, anzi qualche colpo di coda di avidità ce lo regala, ma certo al confronto con Bretton James appare come una figura quasi positiva. Almeno con qualche scrupolo, e non è poco. A proposito, c’è un piccolo cameo per il buono del primo film, Charlie Sheen.

Wall Street – Il denaro non dorme mai è un film che si lascia seguire, ma, nonostante viaggi bene dentro gli anni che racconta, non è un film epocale come il primo. Come per W., il film su Bush, Stone sembra arrivare fuori tempo massimo (in entrambi i casi Michael Moore è arrivato prima e con più potenza), e sembra mancare di quel furore che trasformava qualsiasi terreno nel suo personale Vietnam. Forse Stone ha perso la voglia di combattere. Al film non giova una struttura narrativa piuttosto complicata, ma soprattutto la scrittura e l’interpretazione dei nuovi personaggi. Se Douglas è un Gekko sempre convincente, gli altri non sono alla sua altezza, con il risultato che quando Gekko non è in scena (e accade per lunghi tratti del film), l’attenzione tende a calare. Già poco aiutati da personaggi deboli, Carey Mulligan e Shia LaBoeuf, nei panni della figlia di Gekko e del suo fidanzato, risultano deludenti. Già di Gekko ce n’è uno. Anche se non ci sono più i Gekko di una volta…

Da vedere perché: non potete perdervi il ritorno di un personaggio simbolo degli anni Ottanta, il Gordon Gekko di Michael Douglas. Anche se vi avvertiamo che non ci sono più i Gekko di una volta. E neanche gli Stone…

 












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