Posts Tagged ‘segreti L’Ultimo dominatore dell’aria

06
Ago
10

L’ultimo dominatore dell’aria in 3D. Ecco l’Avatar di Shyamalan

Voto: 5,5 (su 10)

Il 2010 è stato l’anno di Avatar. E l’anno del 3D, come confermano i dati di incasso che vedono ai primi posti tutti film di questo tipo. Ora anche M. Night Shyamalan gira il suo film 3D. Anzi, gira proprio il suo Avatar. Perché L’ultimo dominatore dell’aria è tratto da una serie animata (di Nickelodeon Tv) dal titolo Avatar: La leggenda di Aang, che racconta la storia di un mondo formato da quattro nazioni in guerra tra loro, che corrispondono ai quattro elementi, acqua, aria, terra e fuoco. Un giorno la giovane dominatrice dell’acqua Katara e suo fratello scoprono un giovane ragazzo di nome Aang: quando i suoi poteri diventano evidenti, si rendono conto di aver trovato non solo l’ultimo dominatore dell’aria. Potrebbe essere l’Avatar profetizzato, il solo che può controllare tutti e quattro gli elementi.

Shyamalan ci aveva abituato a fare di ogni film un genere a sé. Ma tutti i film avevano un segno riconoscibile: un ritmo lento e assorto, carico di attesa e di mistero, protagonisti profondi e sfaccettati (oltre al twist ending, il finale a sorpresa che per i primi film è stato un suo marchio di fabbrica). Il suo nuovo film è un fantasy puro, un La storia infinita all’orientale. Ed è qui che viene a mancare il senso di questo film all’interno della cinematografia di Shyamalan. L’elemento fantasy, inteso come mistero, magia, affascinava nei precedenti film del regista di origine indiana (Il sesto senso, Unbreakable, Signs, The Village), perché calato nel quotidiano, nell’ordinario, nella vita di tutti i giorni. Qui siamo già in un mondo fantastico, e la poetica e il talento di Shyamalan appaiono ridotti, costretti, sprecati. Se tutto è già fantastico, ultraterreno, non c’è modo di sorprendere, di stupire: è come se ogni gioco sia svelato dall’inizio, ogni carta sia subito in tavola.

Shyamalan paga un tributo verso le sue origini orientali. E tratta la materia con grande rispetto, come forse solo qualcuno che viene dall’India può fare. Ma proprio quella che dovrebbe essere la forza del film è invece il suo principale difetto. Al film manca un’anima, proprio l’elemento chiave per una storia come questa, basata sull’interiorità. Il film non avvince mai, non approfondisce i personaggi, e si risolve in una serie di coreografie che appaiono sterili e fini a se stesse. A Shyamalan il mix di elementi della serie, avventura epica sostenuta da una grande spiritualità, aveva ricordato Guerre stellari. Ma al film manca quell’emotività che faceva della creatura di George Lucas un grande film.

Rimane poi da capire a chi si rivolga questo film. Per la sua natura dovrebbe essere un prodotto per bambini, ma è poco giocoso e divertente per un pubblico di questo tipo. Gli spettatori adulti che hanno amato sin qui Shyamalan non ritroveranno forse le caratteristiche dei suoi altri film. L’ultimo dominatore dell’aria non è Shyamalan, non quello che siamo abituati a vedere al cinema. Al massimo, questo è il suo avatar.

Da non vedere perché: non avvince mai, non approfondisce i personaggi, e si risolve in una serie di coreografie che appaiono sterili e fini a se stesse. Al film manca quell’emotività che faceva di Guerre stellari un grande film.

 












Archivi


Cerca


Blog Stats

  • 113.024 Visite

RSS

Iscriviti al feed di

    Allucineazioni (cos'è?)




informazioni

Allucineazioni NON e' una testata giornalistica ai sensi della legislazione italiana.

Scrivimi

Creative Commons License

Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.