Posts Tagged ‘road movie

26
Feb
10

Nord. Punch-drunk movie

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Voto: 6 (su 10) 

I paesi scandinavi sono quelli a più alto tasso di suicidi. Questo a causa della depressione, che a sua volta è causata in larga parte dalle condizioni climatiche, che non favoriscono l’integrazione sociale. Non si stenta a credere che sia così guardando Nord, film battente bandiera norvegese di Rune Denstad Langlo, passato al Festival di Torino e adottato dalla Sacher di Nanni Moretti. La storia è quella di Jamar, ex campione di sci che, in seguito a una depressione fulminante, ha perso la compagna e la carriera. Ora lavora (si fa per dire) in un centro sciistico, ed è seguito da un centro psichiatrico. Soffre di attacchi di panico, e ama seguire alla tv una serie di speciali sui disastri nei tunnel del National Geographic Channel. Un bel giorno scopre di avere un figlio. E decide di raggiungerlo, facendo 890 chilometri a bordo di una motoslitta.

Tutto è bianco, in Nord. Tutto è desolato, e desolante. Tutto è solitario. Il bianco della neve è così forte da abbagliare (e infatti è questo che accede a Jamar). Ma la solitudine abbaglia l’anima più di quanto la neve abbagli la vista. Nord è uno di quei film lenti, rarefatti, con pochi dialoghi. Uno di quei film in cui succede poco. Depresso e atono, con improvvisi sprazzi di follia. Che nascono dagli incontri assurdi che Jamar fa sulla sua innevata strada. Sotto i quali dovrebbe apparire la scritta in sovraimpressione “non provate a farlo a casa”. Infatti impariamo un modo, made in Polonia, per ubriacarsi con pochissimo alcol. E un’inedita modalità di suicidio. È un film curioso, che interessa lo spettatore a tratti. Ma che sa anche di già visto.

Come nella tradizione del cinema scandinavo, vedi i lavori di Bent Hamer e Kaurismaki, Nord è un film stralunato, stordito. È come una giornata passata sotto effetto di alcol e tranquillanti. Road movie raggelato e raggelante, a ritmo country-western, Nord è la versione gelida e depressa di Una storia vera di David Lynch, in cui un uomo attraversava l’America su un tosaerba per raggiungere il fratello malato. Dal profondo nord. Per cuori in inverno.

Da vedere perché: Road movie raggelato e raggelante, è la versione gelida e depressa di Una storia vera di David Lynch.

 












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