Posts Tagged ‘nuovo film Paolo Virzì

15
Gen
10

La prima cosa bella. Heimat al caciucco

Voto: 7 (su 10)

C’è anche Dino Risi ne La prima cosa bella, il nuovo film di Paolo Virzì. Siamo a Livorno negli anni Settanta, e il regista (impersonato dal figlio Marco) sta girando a Castiglioncello un film nel quale Anna Nigiotti in Michelucci, la nostra protagonista, ha una particina. Ed è curioso che Virzì, considerato uno dei pochi veri eredi della Commedia all’italiana, citi Risi proprio nel primo film in cui si discosta maggiormente dalla commedia, da quel cinema comico tagliente e sarcastico a cui ci ha abituati, per girare il suo film più drammatico e commovente.

Nell’inizio “vintage” del film, fatto di colori caldi e patinati, quelli di una foto d’epoca, vediamo Anna eletta “mamma più bella” ai Bagni Pancaldi, lo stabilimento balneare più famoso di Livorno, davanti ai figli Bruno e Valeria, e al marito. Che da quel momento vivrà di gelosie, e renderà impossibile la vita di Anna e dei suoi figli. La prima cosa bella è una canzoncina che Anna canta ai bimbi per rincuorarli dopo che il padre ha cacciato tutti e tre da casa. Anni dopo Valeria chiama Bruno, che ha lasciato Livorno per insegnare a Milano, al capezzale della madre malata terminale.

Per Bruno è un modo per fare i conti con il passato, con una madre bellissima, vitale e frivola che gli ha condizionato la vita. Ma La prima cosa bella, anche se non è un film autobiografico, è un ritorno a casa anche per Virzì, che torna nella sua Livorno, abbandonata tanti anni prima un po’ bruscamente, un po’ come Bruno, (parentesi di Ovosodo a parte). Per Virzì significa fare i conti con le sue origini, con luoghi e tipi che ne hanno caratterizzato la formazione. La prima cosa bella è un po’ il suo Heimat, un “Heimat al caciucco”, dal gusto che sa di passato e nostalgia.

È un film dolceamaro, La prima cosa bella, carico di ironia e di depressione (quella di Bruno, interpretato da un Valerio Mastandrea perfettamente in parte) di leggerezza e ingenuità (quella della madre Anna, che passa per incanto dalla nuova musa di Virzì Micaela Ramazzotti a una svampita e irresistibile Stefania Sandrelli, che impersona Anna da adulta), di dolcezza e spaesamento (quelli dell’altra figlia Valeria, un’intensa Claudia Pandolfi, forse davvero troppo bella e giovane per fare dei ruoli in cui è già madre). Sono dolci, spaesate, eppure forti d’animo le donne di Virzì: come la protagonista del suo primo film anche Anna si fa abbindolare da chi le offre La bella vita. E come quella del suo ultimo film, riesce a trovare sempre una via d’uscita alle situazioni, consapevole di avere Tutta la vita davanti.

È netto lo stacco tra Tutta la vita davanti, il suo film precedente, e La prima cosa bella. Dopo aver raccontato la società di oggi e il punto di non ritorno del precariato, con una comicità crudele e beffarda (per la quale forse è più portato e lo preferiamo), non poteva che rifugiarsi nel calore del suo passato, rassicurante anche se dolente, e stemperare la sua comicità nella malinconia. Perché parlare del passato è sempre dolente, ma mai come raccontare il presente.

Da vedere perché: Virzì gira il suo ritorno a casa, il suo “Heimat al caciucco”. E firma il suo film più commovente.

(Pubblicato su Movie Sushi)

 

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