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Anteprima: in sala dal 26 marzo Dragon Trainer. Il ragazzo che sussurrava ai draghi

Voto: 7 (su 10) 

Il cinema ti fa volare. È qualcosa che andiamo affermando da sempre. Ma mai come quest’anno il cinema ci sta letteralmente facendo assaporare la sensazione del volo. Da L’era glaciale 3 ad Avatar fino a questo Dragon Trainer, l’ultimo film d’animazione Dreamworks, il cinema fantastico e d’animazione di questa stagione è un continuo volo libero e sfrenato su incredibili creature alate. Sono proprio le sequenze di volo, che fanno pensare ad Avatar, e traggono giovamento dalla profondità e dall’effetto avvolgente del 3D, il punto di forza di Dragon Trainer.

Dragon Trainer (How To Train Your Dragon in originale, tratto dal libro omonimo di Cressida Cowell) ha dalla sua anche una gran bella storia. È quella di un giovane vichingo, che non ha il physique du role per combattere i draghi come il suo possente padre e tutti i membri del suo villaggio. Dovrebbe iniziare il suo addestramento per diventare un cacciatore, ma non sembra proprio averne voglia. Anche perché, quando incontra un drago e avrebbe la possibilità di ucciderlo, non ci riesce e lo lascia in vita. Proprio con quel drago, che chiamerà Sdentato perché ha i denti nascosti, nascerà una sorta di complicità. E, più che combattere i draghi, inizierà a capirli. E scoprirà un segreto.

Per questa nuova storia, la Dreamworks pesca nella mitologia nordica e anglosassone, ancora poco sfruttata dal cinema d’animazione, che finora ha trovato linfa vitale soprattutto nel mondo delle favole, e più di recente nell’immaginario stesso del cinema e dei suoi generi. Come aveva fatto per Kung Fu Panda, la Dreamworks sposta il confine dell’animazione verso una nuova frontiera: Dragon Trainer è un vero e proprio action movie, con meno dialoghi e più azione, e un ritmo decisamente più alto rispetto alla tradizione dei film d’animazione. Rispetto alla Pixar la tattica sembra diversa: dove i creatori di Up e Wall-E sembrano puntare a un pubblico di tutte le età, la Dreamworks sembra puntare a un pubblico di giovanissimi: bambini ma anche adolescenti.

Sono tanti i temi tipici dell’adolescenza portati del film. Dai primi amori (la bella ed energica Astrid), fino ai rapporti irrisolti con i padri (tema al centro di molti film d’animazione recenti, da Chicken Little a Piovono polpette). Questo Avatar per giovanissimi ha effettivamente in comune con il film di Cameron il tema della comprensione dell’altro, e l’idea che conoscere chi si ha di fronte sia meglio che combatterlo. C’è poi l’amicizia tra il ragazzino e la creatura, tipico di film come E.T. Guardare per credere la scena in cui il nostro eroe cerca di tenere nascosto Sdentato. Un classico: non dimentichiamo che la Dreamworks è pur sempre la compagnia fondata da Spielberg

A livello tecnico, oltre a un tratto di disegno in computer grafica originale ed efficace, c’è un grande lavoro sul sonoro. I versi e i rumori fatti dai draghi sono perfetti. Fate attenzione alla scena in cui vediamo per la prima volta Sdentato imprigionato, e ascoltate i gorgoglii del suo corpo. Dragon Trainer ha il pregio di aver creato uno dei personaggi più teneri e simpatici degli ultimi anni, il cui pelouche, se la Dreamworks avesse canali di distribuzione pari a quelli della Disney, andrebbe a ruba. Dopo che vedrete Sdentato, avrete voglia di avere come animale domestico, al posto di un cagnolino, un piccolo drago. 

Da vedere perché: Il confine dell’animazione è spostato verso l’action movie: meno dialoghi e più azione, e un ritmo decisamente più alto rispetto al solito. Un Avatar per giovanissimi

Guarda il trailer italiano

 

 

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