Posts Tagged ‘novità Woody Allen

07
Dic
11

Midnight in Paris. Il passato è una terra incantata

Voto: 7 (su 10)

“Dico sempre che sono nato troppo tardi”. Sono le parole di Gil (Owen Wilson), protagonista del nuovo film di Woody Allen, Midnight in Paris, ed ennesimo alter ego del regista sul grande schermo. Gil, in vacanza a Parigi con la fidanzata Inez (Rachel McAdams), una sera sceglie di passeggiare da solo per la Ville Lumière, fino a che, al rintocco della mezzanotte, come una Cenerentola al contrario, viene prelevato da una macchina che lo porta nella Parigi degli anni Venti. Così incontra Francis Scott Fitzgerald e la moglie Zelda, Hemingway, Cole Porter, Picasso, Dalì, Man Ray. E un Bunuel incredulo a cui suggerisce il soggetto de L’angelo sterminatore. Incoraggiato da Gertrude Stein, forse deciderà di inseguire il suo sogno di fare lo scrittore, abbandonato per il lavoro più remunerativo di sceneggiatore a Hollywood.

Arrivato a Parigi, che sul grande schermo coccola come la sua Manhattan, durante quello che ormai è un tour europeo, che da Londra a Barcellona lo ha portato fino a Roma, Allen ritrova l’ispirazione dei suoi vecchi film e firma la sua opera migliore dai tempi di Match Point. Come nel suo precedente Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, dove ironizzava sul suo divorzio e la sua relazione con una donna più giovane, e sul fallimento della psicanalisi, qui, con un personaggio che scrive film ma vorrebbe scrivere libri, ci parla del suo senso di inadeguatezza e di inferiorità di fronte ai grandi della scrittura e dell’arte. Che poi è l’inadeguatezza e la povertà dei tempi che viviamo rispetto ai tempi passati. Allen, eterno insicuro, probabilmente vorrebbe creare altre opere e vivere in un altro periodo.

Ma la sorpresa avviene quando Gil, accompagnato dall’affascinante Adriana (una splendida Marion Cotillard), musa di Picasso ed Hemingway che vive negli anni Venti, fa un ulteriore salto nel tempo, e arriva nella Parigi della Belle Epoque, incontrando Degas, Gaugin e Toulouse Lautrec (Monet era stato evocato prima con un’inquadratura che ricreava le sue ninfee). Capisce che per Adriana la vera età dell’oro è quella, mentre per loro è addirittura precedente. Insomma, Gil diventa consapevole che per ognuno gli anni in cui sta vivendo non sono all’altezza delle epoche precedenti, così ammantate dalla mitologia da sembrare irraggiungibili, incantate. Allen, il cui pessimismo ormai è sereno e pacificato, ci dice che pensare che avere una vita diversa ci renderebbe più felici è una pura illusione.

È un Allen più leggero, più divertito e divertente rispetto agli ultimi film, tanto che Midnight In Paris starebbe bene accanto ai suoi classici di un tempo. E parte del merito, oltre alla scrittura, sta in un cast perfetto dove spicca Owen Wilson. Con quella sua faccia stralunata, sghemba, attonita, Wilson sembra frequentare il cinema di Allen da sempre; con quegli occhi tristi, l’espressione smarrita, e quella balbuzie mutuata proprio dalle prestazioni dell’Allen attore, si candida a essere il suo perfetto alter ego anche nei prossimi film. Con i suoi tic e la sua aria riesce a portare immediatamente nel film uno stile Allen, inconfondibile anche quando parla di ipocondrie (nell’Ottocento non c’erano gli antibiotici…) e di tranquillanti: memorabile la scena in cui salva Zelda Fitzgerald dal suicidio grazie al Valium, la pillola del futuro…  Ma se il passato è una terra incantata, è nel presente che possiamo cambiare il nostro futuro, con le nostre scelte.

Da vedere perché: È un Allen più leggero, più divertito e divertente rispetto agli ultimi film, tanto che Midnight In Paris starebbe bene accanto ai suoi classici di un tempo

19
Dic
10

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni. L’auto analisi di Woody Allen

Voto: 6,5 (su 10)

Perché Woody Allen continua a fare film? “È una distrazione che presenta le sue sfide e che di conseguenza mi serve per distrarre la mente dai pensieri morbosi” ha dichiarato il maestro americano. Che proprio nel suo ultimo film, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, sembra invece concentrarsi molto sui suoi problemi, sul suo tormentato io, invece che distrarsene. Molti dei suoi film della sua ultima fase sembravano una sorta di viagra: Match Point, Scoop e Vicky Cristina Barcelona sembravano un modo, riuscito il primo, molto meno gli altri due, per corteggiare e possedere Scarlett Johansson e poi anche Penelope Cruz, in Basta che funzioni e Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni Allen sembra concentrarsi di nuovo su di sé e sulle sue nevrosi. Se nel primo trasferiva il suo ego al personaggio principale, qui sembra distribuire le sue ansie e le sue manie a tutti i personaggi. Tutti in cerca di qualcosa, tutti a loro modo alle prese con le loro illusioni.

Alfie (Anthony Hopkins), insegue la sua perduta giovinezza lasciando la moglie Helena, tra abbronzatura, palestre, un appartamento da scapolo e una giovane moglie oca, l’attricetta Charmaine (Lucy Punch, in un ruolo che era stato pensato per Nicole Kidman e l’avrebbe messa alla prova). La moglie Helena (Gemma Jones), è depressa, ma invece di rivolgersi allo psicanalista – causa ormai persa – si dedica a una cartomante, che, sì, le pronostica l’arrivo dell’uomo dei suoi sogni. Intanto, la figlia Sally (Naomi Watts, al solito splendida), insoddisfatta dal suo matrimonio, equivoca le attenzioni del suo capo, Greg (Antonio Banderas), e si prende una cotta per lui. Mentre suo marito, Roy (un Josh Brolin ingrassato per la parte), si illude di sfondare come scrittore, non esitando a fregare il libro a un amico, e di avere una storia con la giovane dirimpettaia, che spia dalla finestra, come piacerebbe a Hitchcock.

Tutto il loro affannarsi finirà in niente, tutte le illusioni verranno vanificate. Anche se il finale tronco, forse troppo, del film, lascia tutto in sospeso e tutto in possibile divenire. Non è chiaro come andrà a finire la storia, anche se possiamo chiaramente immaginarlo. Quello che è chiaro è il punto di vista di Allen su queste persone, e sulla vita. Un pessimismo cosmico ormai pacificato e accettato da vedere le vite di queste persone, che poi sono la sua, con distacco e lucidità. Parla di sé, Woody, del suo divorzio e della sua relazione con una ragazza più giovane. Del suo continuo ricorso all’analisi, che probabilmente in anni non ha risolto niente. Fino alle sue velleità artistiche: un uomo che vuole avere successo, più che essere un artista, come il personaggio interpretato da Brolin, è un altro tassello di autoironia su se stesso, ma anche sugli artisti in generale. Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni è una riflessone sul lavoro di artista, sulla sua generazione (non manca, in una scena, il viagra), e anche, come accadeva in Match Point, sul destino. Per questo, anche se la sceneggiatura è meno scoppiettante, a livello di battute, di film come Anything Else o Basta che funzioni, questo ultimo Woody Allen ci piace.

Girato in un Londra classica e vittoriana, lontana da quella fredda e moderna di Match Point, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni è al solito girato e montato a ritmo di jazz e illuminato da una luce pastosa e uniforme. È un film che, seppur lontano dai capolavori del passato, risponde piuttosto bene alla domanda “perché Woody Allen continua a fare film?”. Come avrete capito, è un modo per fare auto analisi, e per parlare di sé.

Da vedere perché: Allen sembra concentrarsi di nuovo su di sé e sulle sue nevrosi

 












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