Posts Tagged ‘Iron Man 2

29
Apr
10

Robert Downey Jr. è Iron Man 2. Cinema Heavy Metal

Voto: 7,5 (su 10) 

Heavy Metal. Metallo pesante. Iron Man, l’uomo con l’armatura d’acciaio, è anche questo. Come il primo Iron Man, anche il secondo capitolo inizia con la musica degli AC/DC: dove c’era Back In Black c’è Shoot To Thrill. La franchise di Iron Man è rock, ha ritmo, è insieme scanzonata e profonda. È la terza via al comic movie, il cinema tratto dai supereroi dei fumetti, tra il realismo dark del Batman di Christopher Nolan e il pop dello Spider-man di Sam Raimi. E la chiave, al di là della regia ritmata e briosa di Jon Favreau e della sceneggiatura di Justin Theroux (Tropic Thunder) è nell’uomo che sta dietro la maschera, dentro la corazza. Robert Downey Jr. è uno dei pochi attori in grado di ritrarre un uomo ironico, beffardo, ma anche carico di debolezze e fragilità. Con il suo passato tormentato, è perfetto per dare un                volto umano a Tony Stark, un uomo che ha costruito attorno a sé una corazza per difendere il suo corpo, ma anche la sua anima, dal mondo.

Iron Man 2 prende una strada completamente nuova rispetto ai film di supereroi. Inizia dove finiva il primo. Con Tony Stark, industriale bellico, che ammette davanti alla stampa, in diretta tv, di essere Iron Man. Non c’è quindi l’elemento dell’identità segreta che caratterizza tutti i supereroi, l’uomo qui è l’eroe e l’eroe è l’uomo. Il che permette di analizzare il suo rapporto con la celebrità, con le pressioni di media, politica e opinione pubblica: tutto inedito. E tutto molto attuale. “Ho privatizzato la pace nel mondo con successo” dice ironico Stark a un processo, dove il governo degli Stati Uniti prova ad appropriarsi della sua tecnologia per fini militari, in una scena che cita i processi di Howard Hughes (il magnate dell’industria aerea ritratto da Scorsese in The Aviator), figura chiave a cui è ispirato Tony Stark. Il governo non ci riuscirà. Ma il subdolo Justin Hammer (Sam Rockwell), un suo invidioso concorrente, cerca di fregarlo coinvolgendo Ivan Vanko, alias Whiplash, criminale russo che ha un conto in sospeso con il padre di Stark. È Mickey Rourke, che porta nella saga di Iron Man una fetta della disperazione che ci aveva fatto vedere in The Wrestler.

Un po’ Howard Hughes, un po’ James Bond (accanto alla sua Monepenny la Pepper Potts di Gwyneth Paltrow, c’è un’altra Stark Girl, Nathalie, una sorprendente Scarlett Johansson inguainata in tutina nera), Tony Stark è una figura attualissima. Fate attenzione alla scena in cui, nella sua officina, toglie una sua effige in cui è raffigurato come Barack Obama nella famosa opera di Shepard Fairey, quella con la scritta “Hope”. Ascoltate i suoi discorsi sulla pace nel mondo. C’è anche Barack Obama nel Tony Stark di Iron Man 2: ci sono la speranza, le aspettative per un futuro di pace, per l’enorme ruolo che ha nel mondo. E anche tutti gli occhi e i fucili puntati addosso, e le critiche che aspettano una figura simile al primo passo falso. Iron Man 2 è una parabola sul successo, un film sul successo come parabola, nel senso che è una curva in cui si è destinati a salire e poi a scendere. In fondo, Tony Stark/Iron Man in questa storia è un uomo alle prese con la ricerca di un nuovo cuore, in senso fisico (quello attuale rischia di farlo morire) come in senso metaforico. Così come un nuovo cuore, fatto di nuove persone e nuovi valori, è quello che sta cercando l’America.

Leggermente più prolisso e meno coeso del primo film, Iron Man 2 ha comunque un ritmo Heavy Metal. È immediato, chiassoso, divertente, ma ricco di tecnica e contenuto. Con al centro un solista, un one man show come Robert Downey Jr., capace di reinventare di volta in volta la sceneggiatura improvvisando sul set, e garantendo lunga vita cinematografica al suo personaggio. La regia di Favreau è efficace, anche durante i combattimenti, nell’inquadrare il suo volto all’interno della corazza. E nel costruire un film in cui le scene d’azione non sono l’unica cosa. L’autostrada per l’inferno (Highway To Hell) degli AC/DC chiude il film. Ma quella di Iron Man è un’autostrada per il successo.

Da vedere perché: la franchise di Iron Man è rock, ha ritmo, è insieme scanzonata e profonda. È la terza via al comic movie, il cinema tratto dai supereroi dei fumetti, tra il realismo dark del Batman di Christopher Nolan e il pop dello Spider-man di Sam Raimi

Guarda il trailer ufficiale

 

 

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