Posts Tagged ‘Godzilla

12
Nov
09

2012. Partirà l’Arca di Noè…

Voto: 6 (su 10) 

2012Le dimensioni contano. Era la frase di lancio a doppio senso di Godzilla, uno dei film simbolo del cinema di Roland Emmerich, colui che ha fatto del gigantismo la sua poetica. Emmerich ha fatto del pensare in grande il fondamento del suo cinema, e della catastrofe, sia causata da mostri, alieni, mostri contro alieni, o dalla natura, la chiave per un cinema spettacolare per forza. 2012 parte dall’antica profezia Maya per mettere in scena la fine del mondo: per un allineamento dei pianeti il sole scalda troppo il centro della terra, e causa così degli spostamenti della crosta terrestre. Al centro dell’apocalisse seguiamo le vicende di uno scrittore separato dalla moglie e dei loro figli, e di un geologo. Oltre all’immancabile presidente U.S.A. (segno dei tempi, è di colore) e al suo staff.

È quasi un sequel de L’alba del giorno dopo, questo 2012. O il suo negativo. Se lì il problema era il troppo freddo, qui è il troppo caldo. Se una cosa si può dire di Emmerich, è che gli riescono meglio i film “realisti”, se di realismo si può parlare con tutto quello che accade, come L’alba del giorno dopo e questo, piuttosto che quelli legati in qualche modo al soprannaturale. Hanno un che di affascinante questi film d’azione senza nemico, quasi degli horror ambientali senza un cattivo. 2012 vive senza dubbio di scene spettacolari, come una serie di fughe in auto e poi in aereo dove la terra che crolla sotto ai piedi è tutto fuorché un’espressione metaforica, e dove il gran dispiego di effetti speciali la fa da padrone. Il tipico cinema catastrofico di Emmerich incontra la Bibbia, e capiamo presto che la storia si dipana secondo quella dell’Arca di Noè.

C’è però un qualcosa di deja vù nel film: a partire dagli appelli del presidente alla nazione, stravisti in mille altri film, per arrivare al gioco dei decolli degli aerei, stravisti in questo film (uno schema che si ripete almeno tre volte). E quando il film sembra arrivare verso il climax ci si accorge che alla fine manca ancora un’ora e un quarto. Emmerich infarcisce il film di troppi fatti, troppi imprevisti che accadono alla storia, che così è sempre in tensione, ma manca di una vera salita in attesa di un apice. Ai personaggi succede davvero ogni cosa. Come dire: sei in mezzo alla fine del mondo, e ti va pure di sfiga. Il film ha meno sobrietà nella scrittura dei personaggi rispetto a L’alba del giorno dopo. E i toni di Emmerich sono sempre solenni con improvvisi (e poco riusciti) sprazzi di ironia che vorrebbero spezzare la tensione.

Il momento cult del film è però umorismo involontario: dal governo americano apprendiamo che il premier italiano non è partito per salvarsi, ma ha preferito rimanere in Italia a pregare… Seguono immagini del crollo del Vaticano. Inutile dire che frasi così sentite in Italia suscitino il sorriso. Quanto alla morale del film, si capisce che Emmerich crede nella famiglia, ma poi chi si salva sono soprattutto i ricchi e i politici. Anche se il finale potrebbe rendere giustizia alla Terra: sarà l’Africa il centro del nuovo mondo?

Da vedere perché: Il cinema catastrofico incontra i Maya e la Bibbia… Spettacolare e gigantesco ma con troppa carne al fuoco e umorismo involontario

(Pubblicato su Movie Sushi)

 

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03
Apr
09

Mostri contro alieni 3D. Un occhio al passato, un occhio al futuro

Voto: 7 (su 10)

 

immagine-1È un film strabico, Mostri contro alieni 3D. Non nel senso che gli effetti tridimensionali facciano diventare strabici. Anzi: il 3D oggi non è più quello goffo, con quei buffi occhialini che facevano venire il mal di testa, proposto a più riprese negli anni 50 e 80. Ma nel senso che è un film che guarda in due direzioni. Al passato: la storia si rifà ai B Movie degli anni Cinquanta, e racconta di un’invasione aliena alla terra. Il governo degli Stati Uniti è ricorrere a dei mostri, strane mutazioni genetiche che stava tenendo nascoste. Si tratta di Susan, colpita da un meteorite e cresciuta fino all’altezza di 15 metri (chiaro riferimento ad Attack Of The 50 Foot Woman), B.O.B., una massa gelatinosa indistruttibile (e qui si guarda a The Blob, uno dei B Movie più famosi), il professor Scarafaggio, dalla testa a forma di insetto (vedi La mosca), Insettosauro, una larva altra mille metri (come non pensare a Godzilla?), e l’Anello Mancante, un essere a metà tra una scimmia e un pesce (che ricorda Il mostro della laguna nera). Ogni personaggio è uno sguardo rivolto verso la storia della fantascienza, e ogni scena gioca con un momento indimenticabile di questo genere: da Mars Attacks a La guerra dei mondi, da E.T.. a Incontri ravvicinati del terzo tipo (spassosa la scena della tastiera suonata con la colonna sonora di Beverly Hills Cop), da Star Wars: l’attacco dei cloni alla war room de Il dottor Stranamore. Questi sono solo alcuni dei riferimenti che abbiamo visto noi. A voi il divertimento e la ricerca di tutte le citazioni.

 

Con l’altro occhio però Mostri contro alieni 3D guarda al futuro. Il 3D, che oggi si vede con occhialini neri rigidi che ci fanno sembrare Buddy Holly, grazie alle nuove tecnologie è una realtà di grande effetto. Per la prima volta non si punta solo a far uscire gli oggetti dallo schermo fino a farceli arrivare sotto il naso e a farci chiudere gli occhi (cosa che accade nelle prime scene, per far testare subito al pubblico le possibilità della nuova tecnologia), ma piuttosto a farci “entrare” nella scena. Si tratta quindi di una nuova forma espressiva, destinata a cambiare il rapporto con lo spazio: c’è più profondità, davanti e dietro, intorno ai personaggi. E cambiano i movimenti di macchina, proprio per farci entrare nella storia: ci muoviamo spesso in avanti, con discese e cadute (come nella scena a San Francisco). Insomma, lo stupore è tanto. Forse anche per questo la seconda parte del film, passati i fuochi d’artificio iniziali, risulta un po’ più piatta, e soprattutto ripetitiva a livello narrativo, non mantenendo tutte le promesse. Ma quella Mostri contro alieni 3D mantiene quella più importante: la rivoluzione del cinema tridimensionale. E resta un film da vedere. Occhio a farlo in un cinema che lo proietta in 3D. Altrimenti il rischio è quello di fare come i tanti che hanno visto Viaggio al centro della terra in 2D credendo che fosse in versione tridimensionale. E che all’uscita hanno detto: non è che questo 3D sia poi un granchè…  

 

Da vedere perché: lo spettacolo assicurato, tra vecchia fantascienza e nuova tecnologia. La rivoluzione del 3D è finalmente iniziata!

 

 












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