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14
Mag
10

Adam. Non sono Forrest Gump…

Voto: 8 (su 10)

“Sono cioccolatini”. “Ma io non sono Forrest Gump, lo sai?”. È il dialogo tra Elizabeth e Adam. Lei è la figlia di una famiglia ricca, che fa la maestra a sogna di fare la scrittrice. E Adam è un ragazzo molto particolare: soffre di una sottile forma di autismo, la sindrome di Asperger, che comporta una serie di problemi a livello di interazione sociale, una sorta di ossessione per alcuni ristretti argomenti di interesse, e un comportamento spesso ripetitivo. Adam soffre di una sorta di “cecità mentale”: non capisce cosa pensano gli altri, e spesso si sofferma all’aspetto letterale delle parole; non riesce a mentire, e spesso finisce per essere brutalmente diretto e sincero.

Non è Forrest Gump, Adam, certo. I problemi sono diversi, ma a essere uguale è una certa purezza di cuore che li rende diversi dagli altri. E che finisce per attirare Elizabeth. Su un tema simile è facile scivolare: ma Adam non lo fa mai: è un film ben scritto, interessante, è delicato e controllato. I due attori protagonisti, Hugh Dancy (visto in I Love Shopping) e Rose Byrne (Sunshine, 28 settimane dopo), recitano con una sensibilità e una misura che fa entrare immediatamente nel film, e assistere alla storia come se si trattasse di quella di due amici. Come ormai poche volte accade al cinema, si segue il film sperando che vada a finire bene, perché la storia resta sempre in bilico sul filo delicato delle cose della vita, quelle che per poco possono andare dritte o storte. Fino a quello – non vogliamo svelarvi di più – che si può considerare, più che un lieto fine, un “quieto” fine.

La regia è sobria, come si conviene a un film così, ed è aiutata da una fotografia dai toni caldi e ovattati, uniformi e tenui, che avvolgono il film. Una regia che ha qualche buona idea, come il montaggio alternato tra la preparazione al colloquio di lavoro di Adam e il processo al padre di Elizabeth. Adam è un film che emoziona e scalda il cuore, come il momento in cui capsici che una persona che conosci è diventato un tuo amico. O che un’amicizia è forse un amore. Insieme a 500 giorni insieme, questo Adam è la storia d’amore più interessante e singolare della stagione. Peccato che la distribuzione sembri non puntare molto su questo film, che probabilmente uscirà in pochissime sale. Se vi capita, però, non perdetelo.

Adam potrebbe essere un Forrest Gump del nuovo millennio, più intimo e minimalista come i tempi che stiamo vivendo, più sommesso e senza gli effetti speciali e le sovrastrutture pop del film di Zemeckis. Ma, in fondo, con lo stesso cuore.

Da vedere perché: è un Forrest Gump del nuovo millennio, più intimo e minimalista, più sommesso e senza gli effetti speciali e le sovrastrutture pop. Ma con lo stesso cuore

 

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