Posts Tagged ‘Ethan Hawke

05
Ago
11

L’arte di cavarsela. Bentornato, teen movie!

Voto: 6,5 (su 10)

Non ci sono più i teen movie di una volta. Quelli che divoravamo, e che seguivamo un po’ come una guida sentimentale. Oggi i teen movie sono quasi tutti paratelevisivi, tra cheerleader e prom night, con squinzie e bellocci. Ma forse c’è ancora qualche eccezione. Ecco L’arte di cavarsela, che spicca soprattutto per la presenza di due nipotini d’arte. Lui è il “nipotino” putativo di Johnny Depp, Freddy Highmore, il bambino di Neverland e La fabbrica di cioccolato, più volte lodato dall’attore feticcio di Tim Burton. È cresciuto, ed è un adolescente con un volto e uno spleen interessante, lontanissimo dai belloni fisicati di oggi: potrebbe diventare il nuovo Ethan Hawke. Lei è la nipote (vera) di Julia Roberts, Emma Roberts, l’abbiamo vista in Appuntamento con l’amore e Scream 4, ha un volto pulito e un sorriso e uno sguardo che conquistano: potrebbe diventare la nuova Natalie Portman. Qui sono due adolescenti che frequentano il liceo in attesa di diploma: lui è misantropo, nichilista, affetto da deficit motivazionale. O, a seconda dei punti di vista, uno sfaticato. Ma è bravo a dipingere. Lei è una ragazza normale, ma con una madre dalla vita sentimentale movimentata. Si incontrano sul terrazzo della scuola, quando lui la salva da un rimprovero, prendendosi la colpa per aver fumato una sigaretta. Sarà amore? A quell’età non è mai semplice.

L’arte di cavarsela è un Prima dell’alba in versione teen, un romanzo di formazione per adolescenti in cerca di un proprio posto nel mondo. È un film adolescenziale, di quelli che ormai non se ne fanno più, profondo anche se fino a un certo punto. Non ha i dialoghi di Prima dell’alba, certo, ma lo ricorda per come racconta uno di quegli incontri destinati a segnare, ma anche a rimanere sospesi. Non aspettatevi un lieto fine, quanto un “quieto” fine: perché spesso la vita è così. Forse il discorso sull’arte moderna, che attraversa il film, e la cornice borghese newyorchese, rendono il film un po’ più snob e più freddo di quello che potrebbe essere. Con qualche intellettualismo in meno sarebbe stato perfetto.

A proposito di teen movie, se Highmore e la Roberts hanno un futuro davanti a sé, c’è chi un futuro ce l’aveva e non l’ha sfruttato appieno. È Alicia Silverstone, star dei teen movie anni Novanta (Ragazze a Beverly Hills) nonché di storici video degli Aerosmith (Crying, Amazing, Crazy) e del peggiore Batman della storia (Batman e Robin). È invecchiata male, e vederla nel ruolo di una scialba prof di lettere fa sentire un po’ più vecchi anche noi. Poco male: c’è una nuova generazione di star. Benvenuti, Highmore e Roberts. Bentornato, teen movie!

Da vedere perché: è un Prima dell’alba in versione teen, un romanzo di formazione per adolescenti in cerca di un proprio posto nel mondo. È un film adolescenziale, di quelli che ormai non se ne fanno più

 

Annunci
08
Set
09

Venezia 66. Brooklyn’s Finest. Comprensione per il Diavolo

brroklinVoto: 7 (su 10)

Piacere di conoscerti, spero che indovinerai il mio nome. Ma cosa ti rende perplesso? È la natura del mio gioco. Si sente Sympathy For The Devil a un certo punto di Brooklyn’s Finest, il nuovo film di Antoine Fuqua, presentato fuori concorso al Festival di Venezia. È un nuovo racconto di polizia corrotta, ideale seguito ed evoluzione di quel Training Day che aveva rivelato il regista qualche anno fa. Non è un caso che si senta la canzone degli Stones. Perché Brooklyn’s Finest ha il pregio di parlarci del Diavolo (i poliziotti corrotti o falliti) ma anche di farci capire le loro ragioni.

C’è il poliziotto che ruba i soldi delle retate agli spacciatori e li tiene per sé, perché deve comprare una nuova casa per la moglie (che aspetta due gemelli) e i suoi figli (Ethan Hawke). C’è l’infiltrato tra gli spacciatori, che è diventato uno di loro e per fare carriera dovrà catturare quello che ormai è un amico (Don Cheadle). E c’è il poliziotto a un passo dalla pensione, depresso e alcolista, e con una carriera con pochi onori (Richard Gere). È come se il personaggio di Ethan Hawke in Training Day, che era un novellino puro e ingenuo, con il tempo si sia lasciato corrompere. È lui il personaggio chiave del film, quello più complesso e sfaccettato. È lui il Diavolo. Non lo giustifichiamo, né l’assolviamo. Ma sta facendo qualcosa per la sua famiglia, e possiamo capirlo. È proprio lui che all’inizio sentiamo fare un discorso su quello che è giusto e quello che è sbagliato. O al confessionale mentre dice al prete “sono un cattivo ragazzo”.

C’è un forte racconto morale dietro la facciata da poliziesco di Brooklyn’s Finest. Una storia di delitto e castigo che riesce a conquistare. Il film di Fuqua ha tutto quello che ci si aspetta da un film del genere: è sboccato, violento, spinto, scorretto. Tra le scene destinate a colpire c’è quella di una fellatio che una prostituta fa al personaggio di Richard Gere. È un film solidissimo, muscolare ma anche profondo, che fa pienamente il suo dovere, e ha solo il difetto di essere troppo lungo e prolisso (140 minuti), di girare troppo intorno ai fatti prima di arrivare al dunque. Tutti i nodi vengono al pettine, e il Diavolo si manifesta come tale. Ma rimane la com-passione per dei personaggi destinati a perdere, consapevoli di valere “più da morti che da vivi”.  

Da vedere perché: dietro la facciata da poliziesco c’è un forte racconto morale. Ci parla del Diavolo (la polizia corrotta) ma ci fa capire le sue ragioni.

(Pubblicato su Movie Sushi)












Archivi


Cerca


Blog Stats

  • 112.389 Visite

RSS

Iscriviti al feed di

    Allucineazioni (cos'è?)




informazioni

Allucineazioni NON e' una testata giornalistica ai sensi della legislazione italiana.

Scrivimi

Creative Commons License

Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.


Annunci