Posts Tagged ‘Bonifacci

19
Gen
12

Benvenuti al Nord. Anche i milanesi hanno un cuore grande

Voto: 6,5 (su 10)

C’è la nebbia, si mangia male, la gente è fredda e pensa solo a lavorare. Luoghi comuni, questi fidi compagni di viaggio: dopo quelli sul Sud, ecco quelli su Milano in Benvenuti al Nord, atteso sequel del fortunatissimo Benvenuti al Sud. Stavolta tocca a Mattia (Alessandro Siani), in crisi con la moglie Maria (Valentina Lodovini), trasferirsi da Castellabate a Milano. Ad aspettarlo ovviamente c’è Alberto Colombo (Claudio Bisio), anche lui in crisi coniugale con Silvia (Angela Finocchiaro), che, per ripararsi dalle polveri sottili prende una casa in montagna per i week end, ma non può andarci con il marito, troppo impegnato con il lavoro. Come da copione l’impatto di Mattia con il nuovo ambiente è duro: le colazioni sono scarne e solitarie, i divieti di sosta per il lavaggio delle strade vanno rispettati. E al lavoro tutti corrono. E proprio il lavoro è al centro di questo sequel: il fantomatico progetto pilota delle Poste Italiane, nome in codice E.R.P.E.S., tormenta Alberto. E sarà proprio Mattia a risolvergli i problemi. Ovviamente, come nel primo film, i luoghi comuni vengono superati, esorcizzati, sfatati. E capiremo che anche i milanesi hanno un cuore grande.

È un luogo comune, questo difficile da sfatare, che il cinema italiano rischi poco e osi nulla. Così, dopo i Cinepanettoni seriali con il format delle vacanze sempre uguali a se stesse, il 2012 inizia riproponendo i successi dell’anno precedente, Immaturi e Benvenuti al Sud. In questo caso la sfida è però diversa: se Benvenuti al Sud era il remake di un film francese (Giù al Nord), ed era costruito intorno a una trama solida, fluida e a delle gag riuscite, Benvenuti al Nord è un film completamente nuovo. La sfida è proprio costruire un film ex novo, seppur non partendo da zero, ma dal canovaccio del fortunato predecessore. Accanto a Luca Miniero in sceneggiatura c’è Fabio Bonifacci, e il suo tocco “sociale” si sente a tratti (i discorsi sullo spietato mondo del lavoro, sul mutuo). La sfida complessivamente è riuscita: il film è divertente e piacevole, e lascia in bocca un gusto dolce e consolante.

Rispetto al suo predecessore, però, Benvenuti al Nord sembra funzionare un po’ meno come racconto, e sembra procedere più per strappi e gag, sembra meno cinematografico e più cabarettistico. Non a caso, se si ride per le avventure di Bisio e Siani, ad essere irresistibili sono le caratterizzazioni di Paolo Rossi, immenso nel suo team leader simil Marchionne (con cui evidentemente ha un conto aperto) e di Angela Finocchiaro che interpreta, invecchiata ad arte, la madre di Silvia. A livello di script, invece, il vero colpo di genio è la gag della pantomima al contrario, nemesi e specchio della scena più riuscita del primo film, quella in cui i campani inscenavano una Castellabate da incubo a uso e consumo della moglie di Alberto. Si tratta comunque di un successo annunciato che al pubblico piacerà. E se ci piacerebbe ancora vedere Siani e Bisio insieme, stavolta in un progetto completamente nuovo, resta da riflettere su un cinema che prende le distanze, in stile e temi, dal Cinepanettone, ma che è pur sempre una “commedia italiana” e non ancora quella “Commedia all’italiana”, quella tagliente e amara dei Risi e dei Germi, quella a cui il cinema italiano dovrebbe ambire. Comunque, se si finisce con Emma che canta Nel blu dipinto di blu, il nostro inno nazionale non ufficiale, vuol dire che è proprio un bello spot per l’Unità d’Italia. Alla faccia di chi, proprio al Nord, non la vorrebbe…

Da vedere perché: è divertente e piacevole, e lascia in bocca un gusto dolce e consolante. E Paolo Rossi simil Marchionne e Angela Finocchiaro nei panni della suocera sono irresistibili

15
Nov
11

Lezioni di cioccolato 2. Matrimonio all’egiziana

Voto: 6,5 (su 10)

Come un buon cioccolatino, Lezioni di cioccolato 2 è un film croccante fuori, e con un sorprendente ripieno dolceamaro dentro. È un progetto che si può leggere in due modi: fermandosi al guscio, cioè alla prima apparenza. O gustarsi più lentamente il ripieno, e fermarsi a riflettere su questo. In questo senso, la prima impressione è quella di una commedia gradevole, anche se dal ritmo discontinuo, e di una raffinata e riuscita operazione di product placement. L’impressione più profonda è quella di un film d’autore mascherato da commedia. Ci spieghiamo meglio: Lezioni di cioccolato 2 è l’ultimo di una serie di progetti girati da Cattleya e distribuiti dalla major Universal, un modo nuovo di fare una commedia raffinata in Italia, una commedia quasi all’americana, distante dal Cinepanettone. Come il primo Lezioni di cioccolato e Diverso da chi?, vengono scelti registi esordienti, si punta su un attore bravo e di richiamo (Luca Argentero) e soprattutto su uno sceneggiatore, Fabio Bonifacci, che è il vero Autore del film.

Gli script di Bonifacci (autore anche del bellissimo Si può fare) non sono mai banali e fini a se stessi, ma sono sempre calati nella nostra realtà, vogliono raccontare il nostro paese, sono a loro modo “politici”. In questo senso la storia di Mattia (Argentero), che si innamora di Nawal (Nabiha Akkari), senza sapere che è la figlia del suo amico egiziano Kamal (Hassani Shapi), diventato cioccolataio, è l’occasione per riflettere ancora una volta sul nostro rapporto con gli stranieri, con le loro tradizioni, e parlare di aspirazioni e problemi delle seconde generazioni: ragazzi italiani, ma comunque legati al loro paese, spesso in contrasto con i propri genitori. Mattia e Kamal, in questo modo, si confrontano sulla questione femminile. Come vedono la donna un italiano e un egiziano copto? Entrambi pensano di stabilire il ruolo della donna, vedendo le cose sempre da un punto di vista maschile. E le idee egiziane sul matrimonio non sono poi così diverse da quelle italiane di cinquant’anni fa…

Lo scontro di civiltà, insomma, c’è, ma è rivestito di una doppia glassa di cioccolato. La prima è quella di un film gradevole, anche se a tratti un po’ macchinoso, e che non decolla subito, una commedia degli equivoci di sapore americano, un Indovina chi viene a cena al contrario. Se Luca Argentero e Hassani Shapi – al terzo film insieme – bravo e misurato il primo, spassoso ed esplosivo il secondo, sono una tipica coppia da Buddy Movie (due uomini diversissimi che si trovano insieme per forza), Argentero e la luminosa Nabiha Akkari (vista in Che bella giornata con Checco Zalone) potrebbero essere usciti da una commedia della Guerra dei Sessi anni Quaranta. Il tocco di cultura pop è dato poi da Nostalgia canaglia di Al Bano e Romina Power, uno di quei pezzi che, se messi al punto giusto, fanno decollare una scena (per gli amanti della musica vera: c’è anche una versione di I Heard It Through The Grapevine dei Creedence Clearwater Revival). La seconda glassa di cioccolato, il guscio esterno che fa cric croc, è il senso dell’operazione, un modo nuovo di fare product placement, per un noto marchio di cioccolato: non inserendo il marchio a forza nel film, ma inserendo il film nel marchio, costruendo e ambientando la storia proprio a casa sua. In tempi in cui finanziare il cinema non è mai facile, un’operazione del genere è sempre ben accetta. Se il matrimonio tra un italiano e un’egiziana può funzionare, può farlo anche quello tra cinema e mercato.

Da vedere perché: una commedia gradevole, un script (di Fabio Bonifacci) che racconta lo scontro di civiltà nell’Italia di oggi, un’operazione commerciale riuscita. E attori in gran forma.












Archivi


Cerca


Blog Stats

  • 112.929 Visite

RSS

Iscriviti al feed di

    Allucineazioni (cos'è?)




informazioni

Allucineazioni NON e' una testata giornalistica ai sensi della legislazione italiana.

Scrivimi

Creative Commons License

Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.