Posts Tagged ‘al cinema il nuovo film di Jason Reitman

22
Gen
10

Tra le nuvole. Viaggiare con o senza lo zaino?

Voto: 7,5 (su 10) 

Cosa c’è dentro il nostro zaino? Ognuno di noi si porta sulle proprie spalle le sue relazioni. Colleghi, amici, parenti, innamorati. E le relazioni sono un peso. È la teoria di Ryan Bingham (George Clooney), che ai corsi motivazionali per manager porta in scena proprio uno zaino, e invita a lasciarlo a terra, e con lui tutti i metaforici pesi che le nostre relazioni ci danno. Lui a terra ci sta pochissimo, visto che vola da una parte all’altra dell’America come “tagliatore di teste”: qualcuno affittato da codardi che non riescono a guardare in faccia chi devono licenziare. Ovviamente ha applicato a se stesso la teoria dello zaino: vive libero da legami (né amici, né famiglia d’origine, né moglie e figli), saltando da un aeroporto all’altro, con un trolley dove ha tutto ciò di cui ha bisogno. Il suo unico sogno è raggiungere i dieci milioni di miglia percorse, per entrare nel club esclusivo della compagnia aerea con cui vola. Il problema è che una nuova arrivata nella sua azienda trova il modo per ottimizzare i costi, proponendo di licenziare la gente in video chat. Un altro problema è l’attraente viaggiatrice (Vera Farmiga) che incontra in uno dei suoi viaggi…

Forse per Ryan è arrivato il momento di cambiare la sua esistenza solitaria? Magari di diventare come la sorella e il fidanzato, coppia felice che gli affida una loro foto su cartonato in modo da farsi fotografare nei posti più svariati (come il nano de Il favoloso mondo di Amèlie)? Quella sua vita metodica fatta di gesti sempre uguali, che la regia sottolinea con primi piani degli oggetti, montati a ritmo veloce, può cambiare? “Ognuno ha bisogno di un copilota”, dopo tutto. Ma non è facile cambiare, soprattutto quando si è consacrata l’intera vita al lavoro e ci si è costruiti una corazza per isolarsi dagli altri…

Tutto questo è Tra le nuvole (Up In The Air), il nuovo film di Jason Reitman, che, dopo Thank You For Smoking e Juno, firma un altro film quasi perfetto. Che ancora una volta, dietro battute folgoranti (imperdibile il duetto tra Clooney e la Farmiga, basato sul confronto tra le proprie carte di credito e sulle misure delle miglia percorse, degno della commedia brillante degli anni Sessanta), ci mostra verità scomode, su cui c’è poco da ridere. Così entriamo dritti, senza fare anticamera, nell’America della nuova grande crisi, con i licenziamenti che diventano un business, e vediamo le reazioni disperate di chi perde il lavoro. Le vediamo davvero, perché tra quelle montate ci sono delle vere interviste a persone che sono state lincenziate. Sono integrate piuttosto bene nel film, tanto che non ce ne accorgiamo subito. È un modo intelligente di portare nel cinema, anche in un prodotto apparentemente leggero e di intrattenimento, il mondo reale.

Quel mondo reale di cui si renderà conto di non appartenere Ryan, dopo il sottofinale a sorpresa che lascia a bocca aperta. Quel mondo reale fatto di relazioni interpersonali che forse non esiste più. Quello schermo del computer attraverso il quale, in video chat, si comunica con le persone, è proprio il simbolo dello “schermo” che mettiamo tra noi e il prossimo. Che può essere anche lo schermo di un telefonino: ci si lascia e ci si licenzia via sms. Allora forse è meglio portarsi sulle spalle quello zaino, con dentro affetti e relazioni. Pesi quel che pesi.

Da vedere perché: dietro battute folgoranti Reitman ci mostra verità scomode, su cui c’è poco da ridere. Così entriamo dritti, senza fare anticamera, nell’America della nuova grande crisi

 

Annunci











Archivi


Cerca


Blog Stats

  • 112.753 Visite

RSS

Iscriviti al feed di

    Allucineazioni (cos'è?)




informazioni

Allucineazioni NON e' una testata giornalistica ai sensi della legislazione italiana.

Scrivimi

Creative Commons License

Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.


Annunci