Posts Tagged ‘Adam Sandler

01
Apr
11

Mia moglie per finta. L’eterno Adam Sandler colpisce ancora

Voto: 6 (su 10)

C’è una puntata di South Park in cui Eric Cartman viene assunto da una produzione cinematografica che gli chiede di sfornare soggetti per film: il ragazzino, esaltato, comincia a buttare lì centinaia di soggetti in cui Adam Sandler fa questo, Adam Sandler fa quest’altro. All’infinito. L’iperbole non è poi così lontana dalla realtà. Sandler al cinema fa sempre, o quasi, lo stesso ruolo. È il bruttino ma simpatico, ricco di fantasia, humour, trovate, un po’ paravento ma con in fondo un cuore grande, che, dopo mille stratagemmi, riesce a conquistare la bella di turno. Come nei soggetti di Cartman, Sandler è l’attore del “what if”, del “cosa accadrebbe se”. Cosa accadrebbe se incontrassi di una donna che perde la memoria ogni giorno (50 volte il primo bacio)? Cosa accadrebbe se avessi un telecomando per mandare avanti veloce la vita come un dvd (Cambia la tua vita con un click)? Cosa accadrebbe se un uomo indossa la fede, fingendosi sposato, per rimorchiare più facilmente le ragazze, raccontando la storia del marito infelice? È questo lo spunto di Mia moglie per finta, didascalico titolo italiano di Just Go With It. Danny, così si chiama Sandler in questo film, usa questo trucco da anni. Il giorno che incontra la donna della sua vita si toglie la fede, ma lei nota comunque il segno dell’anello sull’abbronzatura e trova la fede nella tasca dei jeans. Così vuole incontrare la moglie di Danny. Che non esiste. Allora Danny chiede alla sua assistente Katherine di impersonare sua moglie per finta.

Katherine è Jennifer Aniston, anche lei, come Sandler, destinata a ripetere in eterno lo stesso personaggio, la Rachel di Friends, la serie tv dalla quale sembra non essere mai uscita, nonostante sia l’unica tra gli attori del serial a frequentare con successo il cinema. Lei è sempre la nevrotica un po’ stressata, anticonformista, non bellissima ma molto attraente grazie al suo fisico e al suo carattere. Anche lei, in fondo, con un cuore d’oro. Qui, ovviamente, dovendo recitare nel ruolo dell’amica, è volutamente dimessa all’inizio, per poi prendere quota in un secondo momento. Dalla combinazione di questi due attori, in quell’eterno gioco delle coppie che è la Rom Com americana, potete capire cosa sia Mia moglie per finta, uno di quei film simile a tanti altri.

A dirigere c’è Dennis Dugan, regista di tanti film di Sandler, anche se forse non i migliori. Sempre indeciso tra il becero e il tenero, esagera nel primo senso nella prima parte, (il protagonista è un chirurgo plastico), tra nasoni posticci, volti di plastica, interventi agli occhi e al seno non riusciti. E riprende quota nella seconda, quando svolta sul tenero, complici i bimbi di Katherine (due attori bravissimi). È scontato, sì, Mia moglie per finta, ma a tratti funziona, come nello scambio di battute da cinema della guerra dei sessi anni Quaranta tra Danny e Katherine che fingono di odiarsi. Se il cameo di Nicole Kidman in un film sulla chirurgia estetica è sì autoironico, ma anche triste, aiuta il film una colonna sonora con ben dieci pezzi di Sting e i Police. Il messaggio, edificante, è che contano più l’affinità e le cose in comune che l’avvenenza e l’attrazione di un momento. Se Jennifer Aniston è più in palla che nelle sue ultime prove, Sandler porta a casa il risultato facendo quello che sa fare meglio, facendo eternamente Adam Sandler come nelle idee di Cartman. E se film come Funny People ci avevano fatto intuire che è qualcosa di più di questo, invochiamo, nel continuo gioco delle coppie, dopo The Wedding Singer e 50 volte il primo bacio, un terzo film con Drew Barrymore, l’attrice con cui forse finora ha funzionato meglio.

Da vedere perché: Adam Sandler, basta la parola

 

16
Ott
09

Funny People. I “malincomici”

funnyVoto: 7 (su 10) 

Sta crescendo come il tempo questa vita mia. Così come sta crescendo Judd Apatow, e con lui i suoi attori, e con lui i suoi personaggi. Da 40 anni vergine a Molto incinta, fino a questo Funny People, Apatow ha toccato molti tabù: dalla verginità in età adulta, alla paternità inattesa. E ora tocca addirittura la morte. Funny People racconta la storia di George Simmons (Adam Sandler), comico di successo, che scopre di avere una malattia incurabile. Così chiede a Ira Wright (Seth Rogen), giovane comico in erba e suo grande fan, di fargli da assistente, aiutarlo a scrivere le battute, essergli amico in un momento difficile. Quando si è vicini alla morte si ripercorre la propria vita. E infatti George ritorna sui suoi passi: da star del cinema torna a calcare i palchi dove si esibiva agli inizi come “stand up comedian”, cioè come cabarettista solo in scena di fronte al pubblico. E torna a contattare quello che forse è stato l’unico amore della sua vita…

Potrebbe essere definito un film “malincomico”, Funny People, rubando una definizione che la critica coniò qualche anno fa per alcuni comici di casa nostra. Un termine quasi mai usato per la commedia d’oltreoceano. Eppure calza a pennello a questo film, perché è questa la ricetta di Apatow: mettere nel film battute irresistibili, per parlare in fondo di cose serie. Come si può immaginare, se non si ha un tocco delicato, la cosa è rischiosissima. Ma Apatow il tocco magico ce l’ha, possiede una delicatezza tale da farci amare un gruppo di cialtroni, rendendoli umani grazie a una sceneggiatura che mette in scena tutte le loro debolezze. Ci riesce perché prende spunto da una storia vera: Apatow ha iniziato proprio come cabarettista, dividendo spesso il palco con un giovane Adam Sandler.

Scene da una malattia montate su una canzone comica. Judd Apatow è anche questo. Il suo è un mondo dove tutto è farcito di cultura pop (ce n’è per tutti: James Taylor e Eminem, Roger Waters e i Queen, James Bond e Harry Potter, Matrix e perfino l’Ikea…). Ma è un mondo reale, dove ci si ammala davvero (e si guarisce anche), dove ci si ama e ci si odia davvero. I personaggi di Apatow sono ormai caratteri a tutto tondo. E sono interpretati da quello che ormai si può considerare il rat pack personale di Apatow (Seth Rogen, Jonah Hill, la moglie Leslie Mann). Tra loro è arrivato Adam Sandler, un attore molto più versatile di quello che si può immaginare pensando ai suoi ruoli più famosi. La sua faccia è quella del clown che sorride fuori, ma piange dentro.

Sandler e Rogen, George e Ira. L’attore di successo e il giovane in ascesa. Funny People è un Eva contro Eva al maschile, attualizzato e virato in commedia. La luce bianca, marchio di fabbrica di Janusz Kaminski, (direttore della fotografia dei più bei film di Spielberg) che ammanta Los Angeles, rende tutto più scarno, ogni sentimento, ogni dolore, come se mostrasse tutto più chiaramente, se togliesse ogni difesa. “La gente dice che sono pazzo a fare ciò che faccio, e mi dà un sacco di avvertimenti per salvarmi dalla rovina. Quando dico loro che sto bene, mi guardano in modo strano. Rispondendo: sicuramente non sei felice ora che sei fuori dal gioco”. È John Lennon, con Watching The Wheels, una canzone che parla di qualcuno che è uscito dal giro, e se ne frega del successo, a chiudere il film. È una canzone da Double Fantasy, proprio il disco uscito prima della morte. E lungo tutta la colonna sonora si sentono brani di McCartney, Ringo Starr e George Harrison. Non i Beatles, ma loro da soli. Forse per ricordarci che nella vita le cose finiscono, ci si incontra e ci si divide, ma la vita va avanti.

Da vedere perché: Dopo verginità e gravidanza, Apatow ci parla di vita e di morte. Funny People è il suo Eva contro Eva, al maschile e virato in commedia. Un film “malincomico”.

(Pubblicato su Movie Sushi)

 

 












Archivi


Cerca


Blog Stats

  • 112.905 Visite

RSS

Iscriviti al feed di

    Allucineazioni (cos'è?)




informazioni

Allucineazioni NON e' una testata giornalistica ai sensi della legislazione italiana.

Scrivimi

Creative Commons License

Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.