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Nov
11

The Twilight Saga: Breaking Dawn. L’adolescenza, che horror…

Voto: 6 (su 10)

È arrivato finalmente sugli schermi Breaking Dawn – Parte I, la prima parte dell’episodio che concluderà l’amatissima saga di Twilight. Chi ha letto il libro sa già cosa succede: Edward (Robert Pattinson) e Bella (Kristen Stewart) si sposano, vanno in luna di miele, e Bella resta incinta. I due tornano in gran segreto dalla famiglia di lui. Le cose infatti non si mettono bene: Bella porta in grembo una creatura particolare, metà umana e metà vampiro, una creatura molto forte che crescendo rischia di uccidere Bella, che è ancora umana.

Breaking Dawn conferma quello che è uno dei fattori fondamentali del successo della saga di Twilight: l’identificazione. La storia pensata da Stephanie Meyer è narrata da un punto di vista femminile e mette in scena tutte quelle che sono le problematiche e i momenti chiave di un’adolescente prima e di una giovane donna, poi: il sentirsi incompresi, diversi da tutti, l’amore contrastato,  i primi turbamenti sentimentali e sessuali. E ora, in Breaking Dawn, c’è la crescita, l’impegno, il diventare adulti tutto in un colpo. E la gravidanza. È per questo che molte ragazze si sono identificate in Bella e nella saga di Twilight, è per questo che la saga ha successo, indipendentemente dai modi in cui è raccontata.

Sì, perché Twilight non è un horror, o almeno non lo è in senso classico. È essenzialmente un mélo adolescenziale, un romanzo di formazione. La cornice horror serve più che altro ad astrarre i personaggi, i sentimenti e le situazioni dalla realtà e in questo modo a isolarli e renderli più forti, evidenti, assoluti. Vampiri e licantropi sono importanti non tanto per essere tali, quanto per il fatto di essere dei diversi, dei personaggi appartenenti a schieramenti e quindi dai rapporti contrastati. Vampiri e licantropi, a differenza che in un horror, qui non creano tanto spavento e pericolo di per sé, quanto per i sentimenti che muovono. Il triangolo tra Edward, Bella e Jacob (Taylor Lautner) funzionerebbe anche se fossero tre ragazzi qualunque, ma in questo modo è enfatizzato.

Proprio pur non essendo un horror vero e proprio, in questo ultimo capitolo la saga svolta verso questo genere. Più che horror però si tratta di orrore: ancora una volta non sono vampiri o licantropi a creare paura – anche se questi ultimi decidono di attaccare la fazione rivale – ma la paura deriva dalla gravidanza di Bella, dall’essere che è dentro di lei e rischia di ucciderla. È la prima volta, nella saga, che il pericolo non arriva dall’esterno, ma è dentro la protagonista. E proprio per questo è più difficile da combattere. E per questo in Breaking Dawn tutto è più ambiguo, più sfumato, ed è più sottile il confine tra buoni e cattivi, e tra Bene e Male. E, rispetto agli altri film della saga, qui c’è più recitazione e meno azione, ci sono più primi piani. Kristen Stewart e Robert Pattinson insieme sono convincenti.

Breaking Dawn – Parte I potrebbe essere considerato allo stesso tempo il migliore e il peggior episodio della saga. È il migliore per i temi trattati, più adulti, più intensi, per una trama che finalmente vede delle svolte diverse dagli schemi narrativi degli altri film. È forse il peggiore per la continua ricerca del tono giusto per raccontare la storia, per le sue cadute di gusto, per il suo dividersi tra dramma sentimentale patinato e comicità (involontaria?). Breaking Dawn – Parte I non riesce ancora ad affrancarsi da quel suo taglio televisivo che ha caratterizzato fin dall’inizio la saga, più vicina a un teen movie che a un film horror. Fa un gran effetto la scena finale. Se vi chiedete dove l’avete già vista, è in Avatar

Da vedere perché: se avete visto i primi tre, non potete perderlo. Comunque vada, sarà un successo…

 

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