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The American. Anton Corbijn colora George Clooney

Voto: 7,5 (su 10)

Entrambi hanno a che fare con delle macchine. Entrambi devono guardare dentro un obiettivo, prendere la mira, e centrare il soggetto. Il fotografo e il killer fanno un lavoro molto simile. Forse anche per questo Anton Corbijn, famoso fotografo rock (sue le copertine e i video di band come U2, Depeche Mode, Metallica), e autore del meraviglioso film Control (sulla vita di Ian Curtis), ha deciso di girare un film su un killer. The American è sì un thriller esistenziale, ma in fondo anche una riflessione sul suo lavoro. Jack (George Clooney) è un assassino che, dopo una missione finita in maniera più cruenta del previsto, si ritira nella campagna italiana, dove si finge proprio un fotografo. Deve portare a termine un ultimo lavoro: la creazione di un’arma letale. Nel frattempo si innamora di Clara (Violante Placido). E inizia a frequentare il prete locale (Paolo Bonacelli).

The American è un film tutto giocato sull’attesa. Praticamente e apparentemente agli antipodi del film d’esordio di Corbijn, Control. Se lì gli eventi scorrevano veloci, e apparentemente incontrollabili, qui accade tutto molto lentamente, e il protagonista cerca di tenere il più possibile tutto sotto controllo. Entrambi i film sono accomunati da un senso di morte che incombe sulla storia: quella di Ian Curtis è annunciata, ed evocata da quello stendipanni inquadrato poco prima, a cui si impiccherà. In The American sappiamo che prima o poi accadrà qualcosa in questo senso, perché per tutta la vicenda è in scena questo misterioso fucile, che servirà a uccidere qualcuno.

Il Jack di George Clooney, che in questo film è convinto e convincente (così come una bellissima Violante Placido, mai così intensa e sensuale nella sua carriera) è la versione noir del protagonista di Tra le nuvole, in cerca d’amore forse fuori tempo massimo, ma anche il gemello di Carlito Brigante, criminale in cerca di una nuova vita in extremis. Per questo The American può essere considerato una sorta di Carlito’s Way in chiave ultra minimalista.

 Anton Corbijn colora George Clooney con gialli e rossi intensi, pastosi e oscuri. Il suo stile, al solito, è controllatissimo e impeccabile: immagini come fotografie o quadri (l’inquadratura nella caffetteria che sembra riprendere Hopper), attenzione per gli oggetti e i particolari. The American è stato girato in Abruzzo, tra Sulmona e Castel del Monte. Corbijn inquadra i monti da lontano, in modo che le strade che tagliano i paesaggi siano come il tratto di un pennello su una tela, creando così quadri astratti e bellissimi. The American è un film molto particolare, che si insinua dentro di noi lentamente e profondamente. È un film non destinato al grande pubblico. E questo ci fa riflettere sulla curiosa seconda vita di Anton Corbijn. Se i suoi videoclip e le sue foto, diventate le copertine più famose della storia del rock (The Joshua Tree su tutti), hanno raggiunto miliardi di persone, da cineasta sembra scegliere film di nicchia, difficili, destinati a raggiungere pochi. Ma, per tornare al parallelismo di apertura, a fare sempre centro.

 Da vedere perché: E’ il film che George Clooney ha girato in Italia, in Abruzzo, ed è diretto da Anton Corbijn con un grande senso pittorico. Thriller dell’anima, è un Carlito’s Way in versione ultra minimalista

 

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