24
Feb
09

Il curioso caso di Benjamin Button

Voto: 8

(su 10)

Un orologio costruito per andare al contrario. Così forse sarebbero potuti tornare indietro molti dei ragazzi mandati a morire  durante la Prima Guerra Mondiale. È forse proprio per questo strano caso

che a New Orleans ne accade uno ancora più singolare: nasce un bambino già vecchio. È a tutti gli effetti un bambino, anche se non lo dimostra. Solo chi lo conosce bene sa cosa c’è dentro di lui. Come la madre adottiva. O come Daisy, la bambina di cui si innamora subito. Benjamin percorre la sua vita al contrario, proprio come quell’orologio: man mano che il tempo passa ringiovanisce e, una volta più giovane, potrà amare finalmente quella bambina.

loc_benjaminbutton_72dpiIl curioso caso di Benjamin Button di David Fincher, nato da una novella di Francis Scott Fitzgerald e sceneggiato da Eric Roth, autore dello script di Forrest Gump, lavora sull’iperbole  per raccontarci una verità incontrovertibile. Non aspettiamo forse tutti di cogliere l’attimo fuggente? Non dobbiamo forse aspettare molto per raggiungere degli attimi di felicità che non dureranno a lungo? Fincher affronta tutto questo in modo lieve, con una dolcezza e una serenità figlie proprio di Forrest Gump, di cui possiamo considerare Il curioso caso di Benjamin Button un film gemello/speculare. Anche qui attraversiamo diverse decadi e fatti storici, con un amore tormentato ma grandissimo, e un protagonista inconsapevole di sé e del mondo, ma destinato a lasciare un segno (non mancano citazioni del film, dalla barca nel mare in tempesta, o il colibrì, che ha la funzione della famosa piuma, i Beatles invece di Elvis e Lennon).  I  due film sono vicini per come affrontano le coincidenze della vita (vedi la magistrale scena dell’incidente di Daisy, una grande Cate Blanchett).

 È un film sui casi della vita e sull’amore, Il curioso caso di Benjamin Button, prima ancora di essere un film su vecchiaia e giovinezza. Ma è curioso che il protagonista sia proprio Brad Pitt, attore che ha puntato molto sulla sua bellezza ed eterna giovinezza. Qui viene usato contro ruolo, e per lui sembra essere quasi una nemesi. Ma se gli effetti speciali per invecchiare il suo volto sono portentosi (per ricostruirlo in digitale è stata utilizzata una nuova motion capture, con una polvere a ricoprire completamente il viso invece dei classici sensori), è davvero notevole la sua interpretazione. Quella di Pitt è una sorta di schizofrenia attoriale: il suo volto va in una direzione, le espressioni di un bambino, la voce in un’altra, quella di un anziano. Dietro agli effetti, molto si deve ai suoi occhi.


Gli occhi di Fincher dimostrano invece di avere affinato ulteriormente la loro vista: la maturazione del regista di Fight Club, già assaporata con Zodiac, è definitivamente avvenuta. Per la prima volta Fincher, oltre ai muscoli e alla testa, mette in un film il cuore. Dimostra di sapersi mettere al servizio della storia: in questo senso va la scelta della fotografia, dai toni seppia e dorati in modo da ammantare il film con una patina d’altri tempi (si riserva qualche vezzo di montaggio, come l’inserimento delle sequenze da cinema muto). Ed è proprio in questo senso che vanno lette le 13 nomination agli Oscar: in quella voglia di cinema d’altri tempi, fatto di storie lunghe e di tramonti in cinemascope. C’è tanta voglia della vecchia Hollywood. E forse anche di riportare indietro il tempo, come con quell’orologio, e di evitare le guerre e gli errori/orrori made in U.S.A. di questi anni.

Da vedere perchè: grande cinema dal respiro classico, come non se ne fanno più. Che incita alla vita e a cogliere l’attimo. Sarà il nuovo Forrest Gump?

 

 


2 Responses to “Il curioso caso di Benjamin Button”


  1. febbraio 28, 2009 alle 4:25 am

    ““Il curioso caso di Benjamin Button” è un film che piace, ma che non entusiasma. Penalizzato da una durata eccessiva dove nulla è realmente approfondito, ed inoltre troppo simile a storie già viste al cinema, è una fiaba romantica e nostalgica che potrà far intenerire cuori sensibili, ma al pubblico più esigente potrà lasciare la sensazione di aver visto una storia senza provare alcuna compartecipazione. Film decisamente sopravvalutato.”

    IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON

    • 2 allucineazioni
      marzo 2, 2009 alle 12:42 pm

      già, evidentemente sono un cuore sensibile! scavando nell’operazione mastodontica/magniloquente, tra gli effetti speciali e la patina d’altri tempi, tra la fotografia seppiata e la bellezza dei protagonisti, nel film in fondo ci ho trovato un cuore…e ho trovato che parlasse un po’ a tutti noi….forse sono un sentimentale, o forse avevo bisogno di trovarci questo…d’altra parte il blog si chiama allucin(e)azioni proprio perchè spesso è questo che ci arriva, vogliamo trovare nei film quello che vogliamo noi…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...










Archivi


Cerca


Blog Stats

  • 113.006 Visite

RSS

Iscriviti al feed di

    Allucineazioni (cos'è?)




informazioni

Allucineazioni NON e' una testata giornalistica ai sensi della legislazione italiana.

Scrivimi

Creative Commons License

Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.